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Storie e prospettive

Ogni neonato conta. Ogni respiro conta.

Quando Akiza Ndibanje Josh Mathis Qadesh è nato in Burundi, il suo futuro era incerto. Dopo un parto difficile, aveva subito una grave asfissia alla nascita ed è arrivato nel reparto di neonatologia in condizioni critiche. Medici, infermieri e ostetriche hanno lavorato insieme per stabilizzarlo, mentre i suoi genitori gli sono rimasti accanto, affidandosi all’équipe in ogni momento e a ogni piccolo segno di miglioramento. 

Nei giorni successivi, Akiza ha avuto convulsioni, complicazioni respiratorie, ittero fisiologico e altre gravi condizioni che richiedevano cure continue. Ma, grazie al lavoro coordinato degli operatori sanitari e alla partecipazione attiva della famiglia, ha iniziato gradualmente a riprendersi. Oggi, a quasi un anno di età, Akiza cresce con un buon sviluppo neurologico e senza ritardi psicomotori. 

La sua storia ci ricorda una cosa semplice ma importante: l’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità può cambiare il corso di una vita. E sono le storie come la sua che aiutano a capire perché esiste la Fondazione Paolo Chiesi. 

Un percorso nato da una convinzione semplice

Vent’anni fa, la Fondazione è nata dalla convinzione che l’assistenza sanitaria debba essere accessibile a tutti. Costituita nel 2005 come fondazione d’impresa, esprimeva l’impegno di Chiesi a trasformare la responsabilità sociale in azioni concrete. Attraverso la ricerca scientifica e la cooperazione internazionale, ha iniziato a sostenere progetti volti a migliorare la salute delle persone e ad ampliare l’accesso alle cure. 

Con il tempo, il suo percorso si è evoluto. Lavorando al fianco di operatori sanitari, ospedali, istituzioni e comunità locali del Sud globale, la Fondazione ha sviluppato una visione più ampia: non solo sostenendo singole iniziative, ma contribuendo a costruire sistemi sanitari più solidi e sostenibili.  

Questa evoluzione ha raggiunto una tappa importante nel settembre 2025. In occasione del suo ventesimo anniversario, l’organizzazione è diventata Fondazione Paolo Chiesi, in omaggio al suo fondatore e primo presidente, Paolo Chiesi. Più che un cambio di nome, questo passaggio ha segnato la transizione da fondazione d’impresa a fondazione di famiglia, rafforzando un impegno a lungo termine basato sulle relazioni, sulla fiducia e sulla responsabilità condivisa, libero da vincoli operativi o strategici legati alle attività del Gruppo. Oggi la Fondazione continua a investire in soluzioni durature che aiutino le comunità ad affrontare le sfide sanitarie, dando priorità alla continuità, ai risultati concreti, alla collaborazione e alla condivisione di responsabilità e conoscenze. 

>14K persone raggiunte in 12 Paesi
>8K neonati assistiti nei reparti di neonatologia
>5.4K pazienti raggiunti dai programmi per la salute respiratoria
438 operatori sanitari formati

Dare ai neonati un inizio migliore

La vicenda di Akiza mette in luce una lezione fondamentale: per migliorare le condizioni di salute, raramente basta un solo intervento. Servono operatori sanitari formati, percorsi clinici efficaci, attrezzature adeguate, continuità delle cure e partecipazione attiva delle famiglie. 

Questo approccio integrato è al centro del Modello NEST (Neonatal Essentials for Survival and Thriving, «Elementi essenziali per la sopravvivenza e la crescita dei neonati»), il quale collabora con ospedali, organizzazioni non governative, istituzioni e università per rafforzare l’assistenza neonatale nei Paesi dell’Africa Subsahariana. 

Dall’individuazione e analisi degli ostacoli nell'accesso a un’assistenza neonatale di qualità, fino alla definizione di soluzioni adeguate e sostenibili che combinano formazione, miglioramento delle pratiche cliniche, raccolta dei dati e assistenza incentrata sulla famiglia, il modello contribuisce a creare le condizioni affinché più neonati possano sopravvivere e crescere in salute. 

L’impatto va ben oltre i singoli casi. Ogni neonato assistito rappresenta una famiglia che può guardare al futuro con più speranza, operatori sanitari con competenze più solide e ospedali meglio preparati a intervenire quando ogni minuto conta. 

"Migliorare le competenze significa migliorare l’assistenza. Anche i piccoli cambiamenti fanno la differenza per i pazienti." 
Luz Mónica Albi Alcca, Infermiera, Ospedale Antonio Lorena, Peru 

Rafforzare i sistemi sanitari attraverso la collaborazione

L’esperienza di Luz riflette la visione alla base del modello GASP (Global Access to Sustainable Pulmonology, «Accesso globale a una pneumologia sostenibile»). Anziché focalizzarsi esclusivamente sui singoli pazienti, il modello aiuta a rafforzare le capacità locali di diagnosticare, gestire e trattare le malattie respiratorie croniche, come l’asma e la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO). Attraverso la collaborazione con strutture sanitarie, professionisti, associazioni di pazienti e comunità locali, promuove un approccio alla salute respiratoria più integrato e sostenibile. 

Investendo nella formazione degli operatori sanitari, nella capacità diagnostica, nei percorsi di gestione delle malattie e nella sensibilizzazione delle comunità, la Fondazione sostiene lo sviluppo di sistemi di assistenza respiratoria più solidi. Allo stesso tempo, le iniziative educative aiutano pazienti e comunità a comprendere meglio le malattie respiratorie croniche, favorendo diagnosi più precoci, una maggiore aderenza alle terapie e una partecipazione più attiva dei pazienti alle proprie cure. Ne nasce un modello replicabile, che unisce competenze cliniche, maggiore autonomia dei pazienti e responsabilità delle realtà locali, permettendo ai sistemi sanitari di continuare a produrre risultati anche dopo la conclusione dei singoli progetti. Dietro ogni operatore sanitario formato c'è un sistema sanitario più forte.

Dietro ogni paziente informato c'è una comunità in grado di prendersi cura della propria salute respiratoria. E dietro ogni sistema sanitario rafforzato ci sono migliaia di persone che possono accedere a cure migliori. 

Guardando al futuro

A vent’anni dalla sua nascita, la Fondazione Paolo Chiesi continua a evolversi. Nel tempo non è cambiato il suo scopo, ma la sua prospettiva. Nata come fondazione d’impresa e diventata poi fondazione di famiglia, ha esteso il proprio raggio d’azione restando fedele alla stessa convinzione che l’ha ispirata fin dall’inizio: l’assistenza sanitaria è un diritto fondamentale. 

Oggi questo impegno si esprime nelle collaborazioni che costruisce, nelle comunità che supporta e nelle persone sulla cui vita incide ogni giorno. In un neonato che ha la possibilità di crescere. In un’infermiera che acquisisce nuove conoscenze. In una famiglia che può guardare al futuro con più fiducia. E nella convinzione condivisa che l’accesso a un’assistenza sanitaria di qualità non debba mai dipendere dal luogo in cui si nasce.

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